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Classificazione usi dell'acqua

Utilità

La destinazione d’uso dell’acqua si può dividere in prima analisi in due grandi famiglie:

  • acque destinate al consumo umano quindi usi potabili

  • acque per usi tecnologici cioè destinata ad alimentare una qualsiasi apparecchiatura.


Acque
destinata al consumo umano
Anche in questo caso si impone una doppia classificazione che riguarda le cosiddette acque potabili di rubinetto e le acque di origine minerale.

Acqua potabile di rubinetto

Questo capitolo riveste una grande importanza per comprendere la complessità del problema e la sua interazione con la nostra salute e la nostra percezione quotidiana della qualità dell’acqua che noi abbiamo, dove la definizione comune di “acque potabili” comprende diverse tipologie di acque disciplinate da normative differenti: le acque destinate ad uso potabile, alla preparazione di cibi e bevande o ad altri usi domestici; le acque usate nelle industrie alimentari per la preparazione di prodotti destinati al consumo umano.
Le caratteristiche dell’acqua destinata all’uso potabile sono particolarmente importanti in quanto il nostro organismo è costituito prevalentemente da acqua (60 per cento), una percentuale che tocca il 70-80 per cento durante il primo periodo di vita. Il fabbisogno idrico giornaliero (2-2,5 litri) è condizionato da diversi fattori, per esempio l’età, la dieta, l’attività fisica, la temperatura corporea e ambientale. La scelta dell’acqua, dunque, comporta la valutazione di numerose variabili, dal residuo fisso (che esprime la quantità residuale di sali minerali facendo bollire a 180° C un litro d’acqua sino a completa evaporazione) alla durezza dell’acqua, dal pH alla quantità di sodio, alla presenza di cloruri e di solfati.
Le acque destinate al consumo umano sono distribuite principalmente dalle reti degli acquedotti, ma anche tramite cisterne, bottiglie o altri contenitori (sono escluse le acque minerali naturali); possono inoltre subire un trattamento di potabilizzazione prima di essere distribuite. Le acque di acquedotto possono anche essere trattate con apparecchi definiti, impropriamente, di depurazione domestica, per migliorarne le caratteristiche organolettiche, per ridurne la durezza o per ridurre o eliminare la presenza di inquinanti.

L'acqua minerale è un tipo di acqua sorgiva, solitamente commercializzata in bottiglia.
In Italia può essere venduta con la dicitura
acqua minerale solo l'acqua che risponde ai criteri di legge stabiliti dal D.L. 25/1/1992 n.105 (modificato dal D.Lgs 339/99 in attuazione della Direttiva 96/70/CE), il quale recita "Sono considerate acque minerali naturali le acque che, avendo origine da una falda o giacimento sotterraneo, provengono da una o più sorgenti naturali o perforate e che hanno caratteristiche igieniche particolari e proprietà favorevoli alla salute". Per le acque potabili, le ultime due specificazioni (caratteristiche igieniche e proprietà salutari) non sono invece richieste.
Il mercato delle acque minerali in bottiglia ha un'importanza particolare in Italia, che guida nettamente la classifica del consumo mondiale pro capite, con volumi che si sono triplicati dal 1985 (65 litri annui pro capite) al 2006 (194 litri annui). Significativo è anche
l'impatto ambientale, legato al trasporto di circa 6 miliardi di bottiglie e al loro successivo smaltimento.

Dal punto di vista legislativo le acque destinate al consumo umano devono rispondere in ogni caso ai requisiti di qualità definiti nel D.Lgs del 2 febbraio 2001 n.31, mentre le apparecchiature commercializzate allo scopo debbono soddisfare quanto disposto dal DM25/12 del 7 febbraio 2012 e quindi anche la L174/2004

La piramide alimentare è un grafico con cui si propone di elaborare un regime alimentare onnivoro equilibrato; tale aiuto grafico è stato concepito per invitare la popolazione a seguire i consigli dietetici proposti da un organismo o una società qualificata in materia di salute. Per interpretarla, si parte dal presupposto che gli alimenti situati al vertice della piramide sono quelli che dovrebbero essere consumati in piccole quantità e, di conseguenza, gli alimenti posti nella parte bassa sono quelli che bisognano consumare con più frequenza e in quantità maggiori.
Osservando la piramide è evidente l’importanza che riveste l’acqua essendo uno dei pilastri di base su cui poggia la corretta alimentazione umana e da qui è semplice dedurre che una buona alimentazione non può prescindere quindi da una buona qualità dell’acqua.


La qualità dell’acqua adatta all’alimentazione umana deve essere un’acqua priva di ogni forma di inquinamento batteriologico e chimico con valori controllati di salinità, troverete nella tabella di Vincent allegata una relazione tra la salinità e i suoi effetti e la comparazione con le diverse acque minerali in commercio.

Acqua a bassa conducibilità elimina le sostanze nocive dal corpo

Una delle più significative funzioni dell’acqua consiste nell’espellere da corpo sostanze nocive, le scorie e i minerali inorganici. Solo l’acqua minimamente mineralizzata ( residuo fisso bassissimo ) è in grado di aiutare il nostro organismo a espellere agevolmente ciò che è in eccesso. L’acqua pura inoltre è il miglior tonico per la salute e la bellezza: stimola la buona conservazione delle cellule del corpo ed evita la loro disidratazione, quindi anche la pelle ne ha giovamento, il volto e il collo mostrano meno segni e rughe, mantenendosi giovani più a lungo. I minerali inorganici provenienti dal terreno e contenuti nelle acque non possono essere metabolizzati direttamente dalle cellule umane, ossia trasformati in sostanze proprie dell’organismo; essi devono essere innanzitutto metabolizzati dalle cellule vegetali ed essere trasformati in minerali organici. I minerali inorganici contenuti nell’acqua, difficilmente o non assimilabili da parte delle cellule umane, possono determinare un sovraccarico di elettroliti nel sangue; essi devono essere eliminati attraverso il filtraggio renale. L’eliminazione costante di elettroliti non assimilabili disturba con l’andar del tempo la normale funzione escretoria delle cellule renali urinarie: il sangue non viene purificato completamente, il filtraggio incompleto dei minerali nei reni determina la precipitazione di queste sostanze nel sangue e nei tessuti, causando quindi ulteriori depositi di minerali. Si formano così calcificazioni all’interno dell’organismo dovute a depositi di minerali sulla colesterina e sulle pareti irregolari dei vasi e anche nei vasi sanguigni del cuore e del cervello ( placche arteriosclerotiche ) si ha la comparsa di “calcificazioni”, così come un probabile invecchiamento precoce.”

Il valore pH


In ogni acqua sono contenute piccole quantità di ioni idrogeno (forma chimica: H+) e ioni ossidrile (OH-). La reazione acida, alcalina o neutra di un’acqua dipende dalla concentrazione di ioni idrogeno. Se in un’ acqua ci sono più ioni idrogeno che ioni ossidrile, l’acqua dal punto di vista chimico è acida, in caso contrario è basica (detta anche alcalina). Il valore pH (proposto nel 1909 dal chimico danese S.P.L.Soerensen) è correlato alla concentrazione degli ioni idrogeno (H+) nella soluzione acquosa.
“La determinazione del pH al fine di raggiungere o mantenere un ottimo stato di salute è estremamente importante, perché l’organismo umano con l’invecchiamento tende a ossidarsi, cioè ad alcalinizzarsi. Per rallentare questo processo è utile introdurre giornalmente una quantità di acqua pura compresa fra 1,5 e 2 litri con un pH leggermente acido, dato che un Ph alcalino non farebbe altro che favorire il processo di ossidazione e quindi l’invecchiamento cellulare. D’altra parte, un pH inferiore a 6,0 risulta troppo acido perché può portare a un’acidificazione eccessiva dello stomaco e dell’apparato digerente più in generale con conseguenze di disturbi gastrointestinali. Per questo motivo si sconsiglia di bere l’acqua con anidride carbonica ( gassata ) che in media ha un’acidità di 4,5-5,5 oltre a essere causa di un possibile gonfiore dello stomaco. Secondo Louis Claude Vincent il valore pH ideale di un’acqua da bere deve muoversi nell’intervallo 6,0-6,8; cioè leggermente acido. Questi valori sono gli stessi indicati dalla Società internazionale di Bioelettronica e sono determinanti per la scelta dell’acqua da usare in diverse terapie e quella da utilizzare comunque tutti i giorni per raggiungere o mantenere un ottimo stato di salute.”
“Relazione medica su acqua potabile destinata al consumo umano depurata con il processo dell’osmosi inversa – redatta dall’Istituto di Patologia Medica e di Metodologia Medica dell’Università di Barcellona (Spagna).
Nel regno animale le cellule possono assimilare solamente i Sali già assimilati dai vegetali. I Sali provenienti dalle acque provocano un sovraccarico nel sangue, depositi minerali provocano i mali che conducono alla senescenza prematura, litiasi, concrezioni polmonari e celebrali, artrite, arteriosclerosi, sordità, cataratta, trombosi, cancro. L’acqua da osmosi inversa ha un residuo fisso eccezionalmente basso è una delle acque più leggere esistenti. Nessuna controindicazione è stata rilevata nell’uso continuativo dell’acqua osmotizzata. L’acqua osmotizzata determina un’attiva eliminazione delle scorie, trova utile applicazione nell’uso normale quotidiano. Per ulteriori informazioni sull’Osmosi Inversa si può leggere il resoconto dell’ENEA (Ente per le Nuove Tecnologie, L’Energia e l’Ambiente) sull’Osmosi Inversa


USI TECNOLOGICI

Per quanto riguarda gli usi cosiddetti tecnologici le caratteristiche dell’acqua influenzano in modo determinante la possibilità di utilizzo quindi richiedono una definizione attenta delle caratteristiche e la predisposizione di eventuali trattamenti specifici per eliminare tutti quegli elementi che via via possono interferire con il corretto funzionamento delle apparecchiature di processo poste a valle. In questi anni si è raffinato e affermato il principio dell’ “acqua specifica”, ovvero un’acqua con caratteristiche specifiche per ogni utilizzo tecnologico. A titolo di esempio ormai da una decina di anni la qualità dell’acqua di rete che alimenta le nostre case deve essere analizzata e classificata:

<25°F acqua medio dura
>25°F acqua dura

in base a queste caratteristiche la norma UNI CTI 8025 stabilisce il tipo di trattamento che obbligatoriamente dovrebbe essere installato nelle nostre abitazioni o edifici pubblici per proteggere tutti gli impianti idrosanitari. All’interno di queste indicazione di carattere generico è necessario introdurre i correttivi necessari quando si debba trattare acque di cui non è certificata la potabilità. In particolare per il trattamento di acque destinate all’alimentazione delle caldaie si rimanda alle specifiche richieste da ciascun fornitore di caldaie che in funzione della potenzialità e delle pressioni operative. Analogo discorso deve essere applicato alle acque destinate alle torri evaporative dove al controllo della conducibilità deve essere applicato anche un controllo sulla proliferazione batterica.


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